Il “brainstorming” é ancora efficace?

data di nascita: inizio anni 40

genitore: Alex Osborn

Pare proprio che l’età inizi a pesare per l’arci nota tecnica del “brianstorming”. Il motto generato dall’inventore secondo il quale per vendere la tecnica alle aziende affermava che: “l’individuo medio ha il doppio delle idee quando lavora in gruppo rispetto a quando lavora da solo” é stata sonoramente smantellata. Molti ricercatori si sono dati da fare per verificarne la correttezza e apportare qualche ragionamento attualizzato ai giorni nostri. Brian Mullen dell’Uni del Kent a Canterbury e la sua équipe hanno verificato una ventina di studi che testavano l’efficacia del b. Hanno proceduto anche a test separando le persone in gruppi e singoli con lo scopo di trovare idee per una campagna pubblicitaria o allo scopo di ottenere misure per ridurre il traffico. Hanno contato le proposte e ne hanno verificato la loro fattibilità. Ebbene il risultato é lungi dall’essere favorevole al lavoro di gruppo. Il b. fallisce per un effetto di “pigrizia sociale” ovvero; in caso di insuccesso elementi del gruppo potranno sempre suddividere o incolpare altri del mediocre successo o fallimento. Gli individui che lavorano soli si assumono, invece,  interamente il merito o il demerito. Quindi per oltre sessant’anni il metodo potrebbe aver alterato o inibito la creatività di individui integrati in un gruppo b.       Che ne pansate voi?

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