Reputazione, atti non parole.

È un bene che si deve guadagnare ed elaborare. Proviene dalla percezione collettiva di persone e/o da gruppi che possono essere i collaboratori, i clienti, i fornitori, lo Stato, le organizzazioni e le associazioni. La gestione della reputazione pianifica, cura, conduce e controlla la notorietà della persona stessa ma anche dell’azienda che lega al proprio nome.   

  • La base per un successo permanente.   In ambito aziendale la gestione della reputazione é prevalentemente affidata alla conduzione, alla direzione.  Inizia dalla determinazione dei valori degli obiettivi ai quali l’azienda tiene in particolar modo. In questo non devono mancare quelli sociali, destinati primariamente anche ai propri collaboratori e vissuti quotidianamente. Promettere ciò che può essere mantenuto, comunicazione aperta e sincera, essere attenti alle critiche o ancor meglio ricercarle all’interno dei vari settori allo scopo di anticiparle. 
  • Rischi considerevoli. Il maggior problema della reputazione é che essa é in costante pericolo. I settori della finanza, l’industria farmaceutica o petroliera sono in testa alla classifica dei rischi. Mediamente occorrono più di tre anni ad un’azienda per risollevarsi da una perdita di reputazione ed eliminare i “punti neri” e non vi é certezza che la si riacquisti totalmente.  
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