Pico Veleta, non per tutti!

Definito il tetto d’Europa per i suoi 3376 m. o anche 3392 m./slm. a dipendenza da dove ci si pone, tutto sommato sulle rocce non si riesce a pedalare con la consueta agilità, meglio portarti la bici sulle spalle avvicinarti al precipizio e far riferimento alla colonna cementea per la foto ricordo.

 

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È il 24 settembre 2013, ore 09:28 ed inizio a pedalare da Pinos Genil, poco dopo Granada. Direzione ambita il Pico Veleta che domina la Sierra Nevada, si tratta di pedalare per 46 km per un dislivello di 2700 m. Auto d’appoggio condotta dall’inesauribile Nicole, compagna di vita e per l’occasione di avventura in una giornata soleggiata e promettente, tutta da vivere! In breve giungo a Güéjar Sierra e con sorpresa la strada scende azzerando il poco dislivello che già mi ero guadagnato mi trovo in una specie di buco dal quale, attraversato il ponte sul Rio Maitena, risalgo l’altro versante. Meglio arrampico. In effetti le pendenze nel bosco con strada stretta raggiungono anche il 20% distribuiti lungo i 6 km fino a Collado del Dornajo. Sinistra, si continua! Altri 8 km sull’antica “carrettera” della Sierra Nevada e di li a poco supero un cartello che indica l’altitudine di 1750 m. Cosa!? Me ne mancano altrettanti? Il piacere di pedalare in questo luogo è talmente ampio che non mi pone pensieri negativi. Pian piano la vegetazione si dirada, strada larga, silenzio e solitudine, ma tanto, tanto sole per ulteriori 16 km fino ai 2550 m. dell’albergo universitario. Questa località è il punto di arrivo di molti automobilisti, sciatori (non ora) ed escursionisti. Nei pressi della caserma militare “todo por la patria” è posta la barriera, rigorosamente abbassata, quale fermo al traffico motorizzato. Mi pare anche un’ottima idea per noi amanti dell’aria fine. Supero la barriera e da qui il manto stradale è precario; buche enormi, sassi aguzzi e ghiaietto, quando incontri catrame è ruvido e non permette lo scorrimento auspicato, salgo zizzagando per evitare ogni sorta di rischio-foratura o peggio. La fatica inizia a manifestarsi benché la divinità che scorgo non è frutto di appannamento bensì vera, affianco il monumento Virgen de las Nieves, colpo d’occhio, riverisco e proseguo. Dalla barriera sono altri 14 km fino alla vetta ma qui i km non passano, alcune buche le evito e le supero a piedi proteggendo la mia bici da sgradevoli e ora sicuramente noiose avarie. Nicole non può essermi vicina con l’auto che una volta posteggiata si è avviata lungo i sentieri che tagliano spesso il mio percorso. Il sole scalda ma all’ombra ho quasi freddo e le nuvole si addensano sempre più sulla cima rendendo il tutto un po’ meno gradevole. Ma…quanto manca? Chiedo ad un escursionista se: “Tiene altitud..?” Mi risponde in inglese 3100-3200. Acc… ho ancora per quasi 200 di dislivello e non scorgo nulla che mi rassicuri della fine salita, nemmeno il punto nel quale termina l’asfalto. Il milionesimo colpo di pedale, un ennesimo tornante, un altro tratto a piedi, qualche segnale di crampi …, non ha più senso! Sono senza forze e senza fiato, avverto piccole difficoltà nel respiro, basta! Scoprirò il giorno dopo che mi mancavano meno di 2 km, poco ma sarebbe stato sgradevole, scendo. Affronto la discesa con tecnica, prudenza e con qualche brivido di freddo ma ancora lucido per gustarmi altri panorami e altri dettagli che si nascondevano da prospettive differenti lungo la salita. Alla barriera attendo Nicole che scede a piedi e che ha un’ottima idea; dormire qui a quota 2550 m. nell’albergo universitario la cui ubicazione è la più alta della Spagna per un Hotel. Notte insonne, il vento con il suo sibilo ci tiene svegli, colazione e alle 09:30 riprendo la strada per il Pico Veleta. Abbigliamento lungo, manicotti e gilerino, nello zainetto i guanti invernali e berretta. Salgo in un inizio giornata limpido, sempre ventilato ma il sole scalda già, la gamba è buona. Pedalo spingendo un 23-24 denti ciò che non era possibile ieri, in alcuni tratti esposti il vento contrario mi sposta dalla traiettoria in altri mi spinge, va bene cosi, voglio arrivare in cima. Nicole salirà con una navetta di servizio per gli escursionisti fino ai 3000 m. poi proseguirà a piedi per la cima, in effetti lungo il percorso sono raggiunto e superato dal veicolo e poco sopra ci troviamo per qualche scambio di …impressioni, salgo al mio ritmo fino al termine dell’asfalto, se cosi si può definire, mancano 800 m., tutti sterrati e pieni di sassi, da qui salgo a piedi e spingo e sollevo la bici, Nicole mi affianca provenendo da un sentiero, siamo in cima, siamo ai 3392 m. del Pico Veleta. Aspirazione annuale esaudita.

 

  

 

Nicole
Nicole

panorama

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